Pubblicato il: 11 July 2017 alle 11:41 am
Associazione per delinquere, associazione armata, traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, rapina, furto, alcuni dei reati contestati.
Nel corso dell’operazione “Illegal Duty” agli appartenenti al clan Scalisi sono stati contestati i seguenti episodi estorsivi.
1) Estorsione in pregiudizio del titolare di un esercizio commerciale di oggettistica e articoli casalinghi di Adrano, costretto a versare una somma periodica a titolo di “pizzo” pari a circa 300 euro al mese.
2) Tentata estorsione in pregiudizio del titolare di un esercizio commerciale per la vendita di generi alimentari sempre a Adrano, nei cui confronti compivano atti idonei a costringerlo al versamento di una somma periodica a titolo di “pizzo”, non riuscendo però nell’intento per il rifiuto opposto dalla vittima.
3) Estorsione in pregiudizio del titolare di un esercizio commerciale di articoli sportivi ubicato ad Adrano, posizionando di fronte al locale una bottiglia incendiaria a scopo intimidatorio, costringendolo a consegnare gratuitamente tute sportive a titolo di “pizzo”.
4) Estorsione in pregiudizio del titolare di un esercizio commerciale di profumeria e pelletteria di Adrano, costretto al versamento di una somma di denaro a titolo di “pizzo” pari a circa 150 euro al mese, poi ridotta a circa 100 euro.
5) Tentata estorsione in pregiudizio dei titolari di un altro bar e di un vivaio ubicati ad Adrano costretto al versamento di una somma periodica a titolo “pizzo”, non riuscendo nell’intento per il rifiuto opposto dalle vittime.
7) Estorsione in pregiudizio del titolare di una panineria di Adrano, costretto al versamento di una somma di denaro a titolo di “pizzo” pari a circa 100 euro al mese nonchè a consegnare merce senza pagare il corrispettivo dovuto.
8) Tentata estorsione in pregiudizio del titolare di un’altrapanineria ubicata ad Adrano, nei cui confronti compivano atti idonei a costringerlo al versamento di una somma periodica a titolo “pizzo”, non riuscendo nell’intento per causa indipendente dalla propria volontà, e segnatamente per il rifiuto opposto dalla vittima.
9) Estorsione in pregiudizio del titolare dell’esercizio commerciale di casalinghi, cristallerie e vasellame Adrano, costretto a consegnare merce senza pagare a titolo di “pizzo”.
10) Tentata estorsione in pregiudizio del titolare di una stazione di servizio con annesso bar/ristorante, costretto al versamento di una somma periodica a titolo di “pizzo”, non riuscendo nell’intento per causa indipendente dalla propria volontà, segnatamente per il rifiuto opposto dalla vittima.
11) Estorsione in pregiudizio dei titolari della ditta per la vendita di materiale edile, costretti al versamento di una somma di denaro a titolo di “pizzo” pari a circa 500 euro al mese.
12) Tentata estorsione in pregiudizio del titolare di un’azienda di lavorazione di prodotti ortofrutticoli, appiccando il fuoco agli automezzi della ditta, non riuscendo nell’intento per causa indipendente dalla propria volontà, segnatamente per il rifiuto opposto dalla vittima.
13) Estorsione in pregiudizio del titolare di un chiosco ubicato, costretto al versamento di una somma periodica a titolo di “pizzo” pari inizialmente a 300 euro al mese, successivamente ridotta a circa 200 euro al mese.
14) Tentata estorsione in pregiudizio del titolare di una cava nei cui confronti compivano atti idonei a costringerli al versamento di una somma periodica a titolo di cd. “pizzo”, non riuscendo nell’intento per causa indipendente dalla propria volontà, segnatamente per il rifiuto opposto dalla vittima.
15) Estorsione in pregiudizio del titolare di una ditta per la commercializzazione di uova ubicata a Paternò, costretto dapprima a non esercitare la propria attività ad Adrano, di fatto estromettendolo dal mercato locale a vantaggio di Maurizio AMENDOLIA, e successivamente costringendolo a versare una percentuale sulle vendite quale indebito corrispettivo per il recupero di una fetta di mercato pari a circa il 40%.
16) Estorsione in pregiudizio del titolare di una ditta di vendita di materiale per l’agricoltura, costretto al versamento di una somma periodica a titolo di “pizzo” pari a circa 1.000 euro ogni sei mesi.
17) Estorsione in pregiudizio del titolare di una pasticceria, costretto al versamento di una somma periodica a titolo di cd. “pizzo”.
18) Estorsione in pregiudizio del titolare di un esercizio commerciale per la vendita di surgelati e gelati, costretto al versamento di una somma periodica pari inizialmente a 200 euro al mese, successivamente ridotta a 100 euro al mese.
19) Estorsione in pregiudizio del titolare di un negozio di scarpe ubicato, costretto al versamento di una somma pari a circa 100 euro al mese.
20) Estorsione in pregiudizio del titolare di un esercizio commerciale di vendita di prodotti ortofrutticoli, costretto al versamento di una somma pari a circa 100 euro al mese.
21) Tentata estorsione in pregiudizio del titolare della ditta di piante e fiori, collocando di fronte all’esercizio commerciale una bottiglia in plastica contenente liquido infiammabile, non riuscendo nell’intento per causa indipendente dalla propria volontà.
22) Estorsione in pregiudizio di un imprenditore edile, costretto ad effettuare gratuitamente lavori di ristrutturazione presso l’immobile di proprietà di Pietro MACCARRONE per compensare il debito di 10.000 euro del Castorina nei confronti di Angelo BULLA.
Tra i reati commessi dagli appartenenti all’organizzazione Scalisi sono emerse poi alcune rapine, commesse con l’utilizzo di mezzi provento di furto, di armi e con modalità particolarmente violente.
In particolare, tra le altre, è stata contestata quella commessa in data 14 dicembre 2014, quando un commando armato, composto da cinque affiliati alla cosca, utilizzando un autocarro Iveco Daily, risultato provento di furto, ed una Fiat Uno investivano il furgone Fiat Scudo condotto da un commerciante cinese costringendolo ad arrestare la marcia. Dopo avere intimato al cittadino cinese di consegnare loro la merce trasportata sul furgone, puntandogli contro un fucile, avendo questi tentato di reagire, esplodevano al suo indirizzo un colpo d’arma da fuoco colpendolo alla coscia sinistra, e impossessandosi della somma di danaro di duecentomila euro.
Ad alcuni destinatari sono state contestati un furto presso un deposito di slot-machine i circa trentaseimila euro in denaro contante, di quindicimila euro in assegni e di un libretto di assegni di proprietà della vittima, sottratti da due casseforti previa effrazione delle stesse, nonché tre furti in abitazioni da cui sono stati asportati beni di proprietà delle vittime.
Nel corso delle indagini, personale della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. di Adrano ha effettuato arresti in flagranza di reato e sequestri di sostanza stupefacente e di armi, dei quali i più significativi sono:
-Il 25.2.2015 è stato tratto in arresto un soggetto ritenuto responsabile dei reati di detenzione illegale di arma da fuoco clandestina e munizionamento. Nel corso di perquisizione eseguita all’interno di un garage ubicato ad Adrano è stata rinvenuta una pistola marca Beretta, calibro 7,65, con matricola abrasa, completa di caricatore con diverse cartucce dello stesso calibro.
-Il 12.1.2016 è stato tratto in arresto Giuseppe SINATRA, responsabile dei reati di detenzione ai fini dello spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana e detenzione illegale di armi da sparo. Nel corso di una perquisizione eseguita all’interno di un’abitazione ubicata ad Adrano, sono stati
rinvenuti kg. 2,500 di sostanza stupefacente del tipo marijuana, 1 revolver marca “Glisenti” privo di matricola, 1 pistola semiautomatica priva di matricola, 1 revolver calibro 38 corto, marca “Lebeau Courally Cart Lebel” e numerose munizioni di vario calibro.
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