Pubblicato il: 29 November 2017 alle 3:40 pm
Giubileo del debito. Presentato da Confimprese un progetto di legge. D’Amico “Diamo la possibilità una tantum ai debitori di mettersi in bonis”.
A causa dei debiti 4.5 milioni di italiani rischiano di finire nel baratro, un abisso costituito da pignoramenti immobiliari pratiche di recupero crediti spicce e ai limiti della legalità e del ricorso all’usura. A rischiare il default per eccessivo indebitamento anche banche e imprese.
Il problema sta, secondo l’onorevole Paglia nella cartolarizzazione dei crediti deteriorati, definiti nitroglicerina sociale, se non regolamentate da un apposito progetto di legge, volto a salvaguardare l’asset del paese. Gli stessi che hanno innescato la bolla finanziaria del 2008, finita con il fallimento della terza banca Statunitense la Lemhan Brothers, che portò sul lastrico milioni di investitori.
I crediti deteriorati, in mano a “Fondi Avvoltoio”, spesso stranieri su cui non sono possibili indagini, sono uno strumento per Holding mafiose che reinvestono i proventi del malaffare. Se n’è parlato nel corso del convegno organizzato da ConfimpreseCatania, dal titolo “Imprese, famiglie e crisi: Il Giubileo dei debiti per rilanciare l’economia”, tenutosi alla Camera di Commercio di Catania.
Guido D’Amico presidente di ConfimpreseItalia, intervistato da CataniaPubblica ha spiegato che “La proposta di legge dà, per questo Giubileo bancario e non sanatorio, la possibilità una tantum alle famiglie e alle imprese di poter comprare alle stesse condizioni riservate ai Fondi Avvoltoio, il proprio debito quindi di rimettersi in bonis e quindi ripartire”.
Un Giubileo del debito quindi, per ripartire con la consapevolezza, oramai acquisita del rischio dell’indebitamento