Pubblicato il: 17 November 2015 alle 11:29 am
In cambio di agevolazioni fiscali o riduzione delle tasse gli imprenditori potrebbero assumersi gli oneri di pulizia dei canali, manutenzione di manto stradale e marciapiedi, potenziamento dell’illuminazione, bonifica dalle discariche abusive.
La proposta è del presidente della commissione comunale al Patrimonio, Salvatore Tomarchio, che in una nota sottolinea come sia necessario, per l’area, “un percorso dettagliato e ad ampio raggio sulle grandi incompiute o sulle infrastrutture da realizzare nella zona industriale di Catania”.
Un piano di lavoro che, secondo Tomarchio va discusso con la consapevolezza che, senza collaborazione costante tra istituzioni politiche ed imprenditoria locale, non si può sviluppare un progetto di recupero duraturo”.
“Lo stallo amministrativo che finora imperversa – scrive in una nota – va combattuto con una programmazione di manutenzioni ordinarie e straordinarie da sviluppare nel breve, medio e lungo periodo.
La mancata intesa tra Palazzo degli Elefanti e l’Irsap rappresenta un grosso impedimento che ha il solo effetto di mettere in ginocchio il cuore industriale cittadino”.
È per questo che il presidente della commissione comunale al Patrimonio, lancia la proposta di creare una collaborazione con gli imprenditori della zona.
“In cambio di agevolazioni fiscali oppure riduzione delle tasse – spiega – i titolari delle imprese della zona industriale si potrebbero assumere gli oneri per la pulizia dei canali per il deflusso delle acque piovane, della manutenzione straordinaria del manto stradale e dei marciapiedi, del potenziamento della pubblica illuminazione, della bonifica dalle discariche abusive e dalla pulizia ordinaria”.
Secondo Tomarchio una cooperazione di questo tipo può portare indubbi vantaggi per tutti.
“Per tanto tempo -ricorda – associazioni di categoria, comitati spontanei e residenti della zona hanno lanciato appelli, fatto segnalazioni e richiesto incontri (l’ultimo caso è l’esposto presentato lo scorso mese) aspettando dalle istituzioni competenti una qualche risposta soddisfacente: tutto inutile”.
“Adesso, conclude, è arrivato il momento di creare una sinergia che avrebbe il solo risultato di rendere la zona industriale più sicura e funzionale in qualsiasi momento della giornata e con qualsiasi condizione atmosferica”.
La proposta è da studiare in ogni minimo dettaglio con tutti gli addetti ai lavori, aggiunge, ma il progetto non richiede iter burocratici lunghissimi e non prevede nessuna finanziaria o richiesta alla Cassa Depositi e Presiti, spiega, ma solo denaro privato per un restyling rapido, radicale e soprattutto duraturo”.
Di seguito la nostra video inchiesta sulla zona
Prima puntata: Di chi le colpe
Seconda puntata: Parlano gli imprenditori