Pubblicato il: 17 February 2015 alle 10:32 am
Ieri in conferenza stampa, il deputato ha denunciato lo stato di abbandono delle aree cittadine.
Un dossier che affronta la situazione dei parchi pubblici della città di Catania, e che contiene delle proposte che si trasformeranno in iniziative in Consiglio comunale e nei Consigli di quartiere.
È quanto è stato presentato ieri mattina dal parlamentare nazionale del Pd Giuseppe Berretta e dal consigliere comunale Niccolò Notarbartolo, insieme a un gruppo di consiglieri di quartiere e segretari dei Circoli del Partito Democratico di Catania.
Presenti, oltre a Berretta e Notarbartolo, Laura Sicari e Marco Leonardi (consiglieri della terza Circoscrizione), Davide Ruffino (consigliere Pd prima Circoscrizione), Vincenzo Crimi (consigliere Pd seconda Circoscrizione) e i segretari dei circoli dei Democratici di Librino (Bruno Medeot), Ognina-Picanello (Gianni Villari) e San Leone-Rapisardi (Angelo Mammana).
Tante le proposte contenute nel documento e sintetizzate ieri in conferenza stampa: avviare uno screening dei parchi pubblici e verificare quali interventi di manutenzione straordinaria vadano svolti; prevedere l’istituzione di Orti urbani nel nuovo regolamento che verrà discusso in Aula; snellire il procedimento di affidamento dei parchi pubblici dando un ruolo più rilevante alle Circoscrizioni; ampliare il concetto di verde pubblico prevedendo la possibilità di affidare e far gestire ad associazioni o privati anche aree attrezzate, aiuole, sgambatoi, spartitraffico e aree di pertinenza delle scuole; puntare sulla condivisione delle informazioni sul verde pubblico anche con la realizzazione di piattaforme online e siti web come accade in molti altri Comuni (da Firenze a Torino); introdurre nel Regolamento la possibilità delle sponsorizzazioni; infine, dare la possibilità di affidare le attività di manutenzione delle aree verdi alle cooperative sociali, anche di tipo B, impiegando i detenuti delle carceri catanesi in lavori di pubblica utilità a titolo gratuito.
“È necessario che si cambi registro”, ha dichiarato Berretta, denunciando una situazione che ha definito “preoccupante” fatta di verde incolto, sporcizia, campetti da basket devastati, gettacarte stracolmi e spesso rotti, illuminazione vandalizzata e mai ripristinata.
“Abbiamo effettuato sopralluoghi e raccolto segnalazioni per verificare le condizioni dei parchi cittadini, che sono oggettivamente difficili, spesso degradate – ha dichiarato il deputato – Crediamo che si debba ripartire superando l’idea che i beni pubblici non appartengano a nessuno di noi, quindi con percorsi di valorizzazione e condivisione con i cittadini, che anche a Catania possono funzionare. È emblematico il caso della Porta della Bellezza di Librino, rispettata e valorizzata da tutti gli abitanti perché loro sono stati i protagonisti del progetto”.
“Un degrado, quello di molte aree verdi presenti in città, dovuto alle oggettive difficoltà economiche dell’Amministrazione – hanno detto gli esponenti del Pd ai giornalisti – ma che non si può ignorare”. “Nei sopralluoghi delle ultime settimane – hanno spiegato in conferenza stampa – sono stati immortalati molti parchi cittadini, constatando la mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria: alcune delle fotografie scattate in giro per la città ritraggono pali dell’illuminazione rotti e pavimentazione disastrata al parco Gioeni, cestini gettacarte divelti e bruciati e impianti di videosorveglianza vandalizzati al parco Gemmellaro, mattonelle rotte al parco Gandhi, erbacce e sporcizia al parco Falcone”.
“In commissione Verde pubblico del Comune è stato presentato un regolamento per l’affidamento dei parchi urbani ad associazioni, imprese e cittadini, che è un buon passo avanti ma che contiene dei limiti oggettivi – ha proseguito il consigliere dei Democratici a Palazzo degli Elefanti, Niccolò Notarbartolo – Innanzitutto perché limita alla manutenzione ordinaria gli interventi da affidare a chi gestisce lo spazio pubblico, senza quindi considerare che i nostri parchi hanno innanzitutto bisogno di interventi straordinari per essere riportati in condizioni di decoro”. “Inoltre – prosegue – non tiene in considerazione molte aree verdi, rotatorie, aiuole, anche piccoli spazi che potrebbero essere affidati in gestione ad associazioni, cittadini, condomini, attività commerciali, e infine la grossa pecca del regolamento è che non prevede l’istituzione di Orti urbani, sperimentati con successo in molte città”.
Esempi di condivisione degli spazi che sono stati sperimentati soprattutto nella terza Circoscrizione, come hanno ricordato i consiglieri di quartiere Laura Sicari e Marco Leonardi: “Il parco Madre Teresa di Calcutta grazie all’associazione Nuova Acropoli che lo gestisce è tornato a rivivere – sottolineano – Ma anche l’area di sgambamento per i cani di piazza Aldo Moro, ben gestita da un comitato che ha dimostrato di avere un solo obiettivo: vivere uno spazio che è pubblico, di tutti”. Parole chiave dunque sono “più decoro, più sicurezza e spazi per i cittadini”, come
hanno chiesto Gianni Villari e Bruno Medeot, secondo cui “l’amministrazione comunale dovrebbe dare segnali tangibili di buona volontà, a partire dalla piantumazione di alberi nelle aiuole”.
Per Vincenzo Crimi, consigliere della seconda Circoscrizione, “il nostro quartiere è abbandonato, i parchi spesso non hanno illuminazione e sono insicuri mentre alcune nostre proposte come l’istituzione di un nuovo parco nel quartiere, in una zona che attualmente è una discarica, sono del tutte ignorate”. E se Angelo Mammana è tornato a chiedere attenzione per il Parco Gemmellaro “consegnato nel 2005 e del tutto abbandonato all’incuria e ai vandali”, il consigliere di Circoscrizione del Centro storico Davide Ruffino ha denunciato le condizioni di Villa Pacini: “Affidata due anni fa dalla giunta Stancanelli ad un privato per soli 9000 euro per sei anni in cambio di pulizia quotidiana e manutenzione, è in condizioni pessime” ha detto Ruffino.
“Vogliamo anche in questo caso essere d’aiuto e stimolare l’Amministrazione comunale, per rendere più vivibili i nostri spazi in una città che spesso sembra abbandonata e rassegnata” ha concluso Berretta.
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