Pubblicato il: 9 November 2017 alle 11:25 am
Studenti riaprono il bar dei Benedettini. Da mesi, ricorda il Coordinamento Universitario Catania, denunciamo gli spazi inutilizzati oggi ne abbiamo occupato uno.
“La nostra è un’azione dimostrativa temporanea, ma che speriamo funga da promemoria. Abbiamo riaperto i locali del vecchio Bar dei Benedettini in attesa dell’incontro di oggi alle ore 18.30 con il Rettore Basile, da cui aspettiamo risposta”.
Così Lara Torrisi del Coordinamento Universitario in merito all’occupazione e riapertura dei locali del vecchio bar dei Benedettini avvenuta nell’ambito della campagna sugli spazi in disuso di Unict.
Da mesi, prosegue Torrisi, denunciamo gli sprechi e gli spazi inutilizzati e chiediamo l’affidamento di uno spazio per il progetto Uni-Lab. Oggi abbiamo deciso di compiere un’azione simbolica: riaprire agli studenti uno di questi. Purtroppo, siamo abituati a false promesse da parte dei vertici di Unict, per questo facciamo appello al Rettore affinché mantenga la parola data.”
Il progetto Uni-Lab per il quale gli studenti si stanno battendo è un laboratorio di co-working, che pone al centro la collaborazione tra studenti, dottorandi, ricercatori e docenti per la creazione e lo scambio di sapere, formazione e socialità complementare alla didattica. “E sono decine -continua Torrisi -i docenti, i ricercatori e i dottorandi che si sono messi a disposizione del Coordinamento Universitario”.
Il mese scorso il Coordinamento universitario aveva protestato per tre edifici non utilizzate dall’ateneo: uno stabile di via Umberto, per il quale gli studenti hanno denunciato un costo di 1,8 milioni di euro tra affitti e ristrutturazione. Un auditorium in via Plebiscito, per realizzare il quale sono stati spesi più di 3 milioni di euro di fondi europei e, afferma il Comitato, manca il collaudo e l’Ersu si rifiuta di prenderlo in consegna. Il terzo, la “Città della Scienza”, costato 10 milioni di euro e affidato nel 2012 al “Cutgana”, oggi sottoutilizzato e poco fruibile. Il Coordinamento ha fatto rilevare che dal 2008 al 2016, in 8 anni dunque, sono stati spesi circa 8 milioni di euro per locazioni passive mentre l’Ateneo ha oltre 130 beni immobili.
Alle denunce degli studenti ha risposto il rettore Francesco Basile, che ha spiegato:
“Sono perfettamente consapevole della legittima aspettativa dei nostri studenti, che reclamano spazi. Stiamo conducendo una puntuale analisi, sia dell’attuale patrimonio edilizio sia delle opere in corso di esecuzione al fine di azzerare completamente gli affitti residui.
Già negli ultimi due anni l’Ateneo ha avviato un processo di razionalizzazione che ha portato a un risparmio di circa 600 mila euro per ogni anno. Appena saranno terminati i lavori di ristrutturazione dell’immobile di proprietà di via San Nullo, potranno essere liberati anche i locali di piazza Bellini e di via di Sangiuliano”.
Il rettore ha poi fatto delle precisazioni sui casi segnalati dagli studenti, “con i quali – ha detto – siamo sempre disponibili a confrontarci”.
Via Umberto: il palazzo è stato concesso in locazione all’Ateneo fino al giugno 2016, termine oltre il quale l’amministrazione dell’Università non ha reputato opportuno rinnovare l’affitto, vista anche l’esosità del canone.
La Città della Scienza: è una struttura di prestigio nella quale l’Università ha investito molto, grazie a un finanziamento iniziale del ministero, e nella quale continua a credere e per la sua apertura permanente.
Auditorium di via del Plebiscito: la struttura è stata ristrutturata dalla Soprintendenza e devono essere ultimati i collaudi, più volte sollecitati, per l’assegnazione all’Ersu e l’Università si rende disponibile a concorrere alla spese e alla gestione, finalizzata ad iniziative culturali, da realizzare in convenzione con l’Ersu.