Scuole: a Catania dieci gli istituti a rischio.
Sono 50 gli istituti scolastici autonomi che la provincia di Catania ha perso in quattro anni. Il 20,6 percento del totale. Oggi, per l’anno scolastico in corso, sono rimasti 193 istituti autonomi e altri 10 sono sottodimensionati. Le istituzioni scolastiche per mantenere la propria autonomia devono avere almeno 600 alunni, come descrive la nota del 21 gennaio 2014 dell’assessorato regionale all’istruzione e alla formazione professionale della Sicilia. Per quanto riguarda Catania e provincia, sono tante le criticità esistenti: ad esempio, nei comuni di Aci Catena, Palagonia, Caltagirone con il Liceo artistico, Militello val di Catania, Acireale con il liceo Gullì e Pennisi, San Giovanni La Punta con l’Istituto tecnico industriale, Vizzini e altri.
Una situazione drammatica, quella denunciata dalle organizzazioni sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, F. Gilda, Unams e Anp Cida, che hanno abbandonato il tavolo tecnico regionale del 10 febbraio sul dimensionamento della rete scolastica siciliana per l’anno 2014/2015, lamentando il mancato rispetto degli impegni già assunti nel primo incontro del 6 febbraio dall’Assessorato Regionale all’Istruzione e Formazione Professionale.
«L’operato dell’assessorato – spiega Giuseppe Denaro, segretario generale della Cisl Scuola di Catania – denota una grave approssimazione e una scarsa considerazione del ruolo propositivo delle organizzazioni sindacali che rappresentano il mondo della scuola. L’Assessorato –dichiara ancora il segretario- non ha fornito la necessaria e indispensabile informazione sull’ipotesi complessiva del Dimensionamento per il prossimo anno scolastico. A questo si aggiunga l’inadempienza rispetto al percorso individuato nel maggio 2013, al termine dei lavori che hanno portato al Dimensionamento “emergenziale” fatto per il corrente anno scolastico».
«Troppo brevi sono stati i tempi per le proposte – aggiunge Denaro – che dovevano pervenire dalle scuole, dai Comuni, dal consiglio scolastico provinciale e dalla conferenza provinciale di organizzazione della rete scolastica. Lo scorso anno erano stati coinvolti per decreto i sindacati in tutte le fasi di elaborazione provinciale. Quest’anno, e senza alcuna spiegazione, no».
«Quanto accaduto – conclude Denaro – conferma, ancora una volta, la mancanza da parte del governo regionale e del competente assessore di quella doverosa attenzione e sensibilità, che la scuola siciliana merita e da fin troppo tempo richiede. I sindacati siciliani della scuola chiedono una razionalizzazione della rete scolastica che risponda alle esigenze di ogni singola scuola per un servizio sempre più efficace alla persona e non a risparmi di spesa indiscriminati».
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