Rifiuti: sequestrati beni per oltre 12 milioni di euro. VIDEO
Pubblicato il: 13 September 2017 alle 1:06 pm
Fitta rete di prestanome a protezione della vera identità del proprietario, un pregiudicato 43enne catanese, orbitante nell’area del Clan Cappello Bonaccorsi.
Sono state accolte ed eseguite delle misure di prevenzione personali e patrimoniali, proposte dal questore Giuseppe Gualtieri al Tribunale di Catania, nei confronti di Giuseppe Guglielmino, pluripregiudicato di 43 anni, detenuto.
Nell’interesse degli investigatori vi sono stati i beni riconducibili all’uomo, orbitante nell’area di influenza della cosca “Cappello – Bonaccorsi”, per il quale è stata anche richiesta la misura della Sorveglianza speciale di P.S. per un congruo periodo: una misura che sarà determinata con separato procedimento.
Guglielmino risulta essere imparentato con esponenti di spicco del suddetto clan mafioso, essendo il convivente della figlia di Orazio Pardo, noto esponente di vertice del citato sodalizio, e cugino dei pregiudicati Salvatore Trepiccione e Michele Gugliemino anch’essi contigui al clan mafioso “Cappello – Bonaccorsi”; inoltre, è stato coinvolto in numerosi e gravi episodi delittuosi, tra cui associazione a delinquere di stampo mafioso, bancarotta fraudolenta e intestazione fittizia di beni.
In vista della definitiva confisca, sono state sequestrate 6 imprese tutte operanti nel settore della gestione dei rifiuti, beni immobili, autoveicoli, conti correnti e depositi per un valore stimato di circa 12 milioni di euro.
Questo l’elenco dei beni sequestrati:
IMPRESE:
- Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società GEO AMBIENTE S.R.L., con sede legale in Belpasso (CT) e due sedi secondarie site nella provincia di Cosenza: Belvedere Marittimo (CS) e Sangineto (CS);
- Totalità dei beni aziendali e strumentali dell’Impresa individuale CONSULTING BUSINESS DI GUGLIELMINO Giuseppe, con sede legale in San Gregorio di Catania;
- Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società CLEAN UP S.R.L., con sede legale in Motta Sant’Anastasia (CT);
- Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società ECO LOGISTICA S.R.L., con sede legale in Aci Sant’Antonio (CT);
- Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società ECO BUSINESS S.R.L., con sede in Siracusa, e sede secondaria a Belpasso (CT);
- Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società WORK UNIFORM S.R.L., con sede legale Catania (CT).
BENI IMMOBILI:
- Fabbricato sito in Catania, via delle Banane 23/A, p. 1-2;
- Fabbricato sito in Catania, via Francesco d’Assisi 41, p. T.;
- Fabbricato sito in Bronte, via Francesco d’Assisi 41, p. S1,;
- Fabbricato sito in Fiumefreddo di Sicilia (CT), via Salvo d’Acquisto, s.n., p. T-1;
- Fabbricato sito in Fiumefreddo di Sicilia (CT), via Salvo d’Acquisto, s.n., p. S1;
- Fabbricati siti in Catania, via della Misericordia s.c. (due distinte unità immobiliari);
- Fabbricato sito in Catania, via della Misericordia s.c.
BENI MOBILI REGISTRATI:
- 1 autovettura Audi S3 1.8 Turbo;
- 2 autoveicoli Daimler Chrysler;
- 1 autovettura Alfa Romeo;
- 1 autovettura Mercedes;
- 1 autovettura Fiat Punto;
- 1 autocarro Fiat Fiorino
- 1 autocarro Peugeot;
- 1 autocarro Unic 190;
- 2 autovettura Fiat 500;
Una fitta rete di prestanome avrebbe protetto, rendendo complesse le indagini, la gestione in anonimato delle aziende operanti nel settore ambientale. Le attività degli investigatori si sono focalizzate sulla sproporzione tra i redditi e i possedimenti formalmente dichiarati da Guglielmino e dal suo nucleo familiare e le reali capacità di produrre tali ricchezze.
Accertata la contiguità ad ambienti mafiosi del soggetto esaminato, il passo successivo ha visto gli investigatori impegnati nella ricostruzione delle fila che hanno permesso di ricondurre l’effettivo controllo delle imprese e dei beni sequestrati in capo al Gugliemino, il quale, attraverso investimenti e articolate operazioni finanziarie di dubbia liceità, ne avrebbe tratto illecitamente cospicui profitti.
Gli elementi investigativi che sono stati raccolti, hanno disegnato pertanto una figura di un soggetto socialmente pericoloso, scaltro e particolarmente attento agli affari, con investimenti di denaro orientati alla costituzione di numerose società, generalmente afferenti il settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti, un ramo altamente remunerativo e notoriamente appetibile per la criminalità organizzata, la cui valenza sociale – peraltro – è determinata sia dall’impatto diretto sui cittadini i quali sono, che con il versamento delle imposte, finanziano le attività di questo settore, sia dalle pericolose conseguenze in campo economico, vista la spregiudicatezza con cui il Gugliemino sembrerebbe essersi aggiudicato appalti, minando pericolosamente l’economia sana del territorio.
L’uomo è poi risultato particolarmente attento e oculato, nella gestione dei proventi di tali attività, che sono stati investiti in beni mobili e immobili, intestati fittiziamente a terzi, per lo più parenti, ma inequivocabilmente di sua disponibilità.
“Un costrutto di particolare pregio, quello realizzato dagli investigatori che si muovono nel più difficile campo delle misure di prevenzione – hanno commentato dalla Questura – dove l’obiettivo delle indagini è, in definitiva, il complesso di quelle azioni di un soggetto che ne determinano la pericolosità sociale e che, di per sé, il più delle volte non costituiscono reato. Il banco di prova sarà il vaglio della Magistratura per l’adozione della confisca dei beni sinora sequestrati: la solidità delle argomentazioni, ampiamente documentate nell’informativa della Questura, non lascia campo a dubbi”.