Pubblicato il: 18 July 2014 alle 6:12 pm
Ieri il presidente dell’Arcigay ha assicurato che il proprietario del Lido Azzurro era disponibile a scusarsi per l’episodio che ha coinvolto le due fidanzate ma le ragazze non accetteranno di buon grado delle scuse solo di facciata.
di Noemi Consoli
All’indomani della decisione dell’amministratore del Lido Azzurro che avrebbe dichiarato di voler fare le proprie scuse alle ragazze coinvolte nel presunto caso di omofobia, Catania Pubblica ha deciso di chiedere alle due giovani cosa pensano degli sviluppi della vicenda.
Le due fidanzate catanesi di 18 e 27 anni e che chiameremo A e B, perché desiderano restare anonime, ci spiegano che hanno appreso la notizia delle scuse promesse, tramite il presidente di Arcigay che ha espresso l’intenzione di recarsi insieme a loro al Lido Azzurro per incontrare il titolare.
Le ragazze hanno quindi l’intenzione di presentarsi se verranno davvero contattate “per lo meno per vedere se davvero vogliono porgerci le loro scuse o si tratta di voler scrivere qualche articolo o di fare un po’di scena davanti a noi” perché continua A “scrivere sul web le scuse, facendo un comunicato, piuttosto che parlare di persona, è una cosa piuttosto semplice: io voglio parlare con l’ingegnere, soprattutto di presenza e noi due la pensiamo allo stesso modo, perché l’umiliazione c’è stata davvero “.
“È lecito pensare che una persona come il proprietario del Lido possa voler parare il colpo a fronte dell’iniziativa di boicottaggio che si è creata su facebook e dimenticare cosi quello che è successo a noi e andare avanti, poi non so di persona cosa potrebbe dirci o cosa farà”, continua A.
La coppia, ancora turbata, ci confessa poi che non metterebbe assolutamente piede al Lido perché “ci saranno le stesse persone che ci hanno incolpato e quelle che ci hanno visto e ci riconoscerebbero come le protagoniste ma, molti dei presenti hanno sentito il rimprovero senza conoscere i fatti”.
“Quel giorno l’umiliazione l’abbiamo subita davvero” ci racconta con voce ancora rotta dall’emozione A aggiungendo “tutte le persone attorno a noi ci fissavano” dopo essere state sgridate dalla sicurezza che ha detto “a voce davvero troppo alta -signorine, comportiamoci bene!-”, frase che ha poi ripetuto con lo stesso tono e volume quando B ha chiesto all’uomo il motivo del rimprovero.
“Le persone presenti non distoglievano lo sguardo da noi, siamo state proprio cacciate da quella zona” afferma ancora A che tende a sottolineare con il pieno sostegno di B che “quando siamo entrate al lido abbiamo visto una zona, per intenderci quella sinistra, che era occupata da sedie a sdraio e ombrelloni mentre la parte destra era totalmente libera, quindi abbiamo pensato di andare lì e non abbiamo visto alcun cartello che indicasse la riservatezza del luogo, come ci è stato detto alla fine e a pretesto per farci andare via: la cabine erano in fondo, ma molto in fondo!”
Abbiamo chiesto alla coppia se si sono difese e come si sono comportate dopo la vicenda e A ci ha risposto che non voleva andare via senza dire nulla, pertanto quando sono uscite dal Lido, si sono fermate alla cassa “a raccontare l’accaduto ma, la donna che era al servizio mi guardava fisso senza dirmi una parola, si vedeva che non era venuta a conoscenza dei fatti, e poi mi ha solo detto a bassa voce – va bene- continuando a lavorare e senza alzarsi dalla sedia per accogliere le mie rimostranze e andarlo a dire a chi di dovere”.
Non è la prima volta che alle due giovani, che stanno insieme da circa un anno e mezzo, capitano atti simili “nei luoghi pubblici ed aperti, tipo piazza Teatro Massimo o Via Etnea, ci raccontano, non ci è mai capitato, nei centri commerciali quando magari ci teniamo per mano, nemmeno, magari qualcuno più curioso che guarda insistentemente”, mentre un episodio simile è successo loro al Mc Donald. Ci racconta A “mi ricordo che il Mc Donald ha fatto una pubblicità in cui due donne si accarezzavano facendo trapelare così che si accettassero tutti i tipi di persone, mentre a noi lì è capitato di darci un bacio, beh magari più di un bacio ma non oltre la decenza perché non siamo persone che si comportano in maniera differente dagli eterosessuali in pubblico e non andiamo oltre i normali affetti” e continua descrivendoci il gesto con la mano che aveva fatto uno degli operatori per indicar loro di andarsene, con la giustificazione che avevano dato fastidio ad una coppia di fidanzati eterosessuali, clienti del posto.
Insomma conclude una delle due ragazze amareggiata “alcuni posti che sembrano essere gayfriendly o che si manifestano come tali poi in realtà non lo sono”.
Noi auguriamo alle ragazze che possano ricevere davvero le scuse da parte del Lido Azzurro e che non succeda più nulla di simile.
Foto tratta dal sito del Lido Azzurro
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