Pubblicato il: 8 October 2013 alle 1:17 pm
Angelo Mattone, segretario della Uil di Catania, ha inviato oggi una lettera aperta al presidente della Regione, al commissario della Provincia di Catania e al sindaco Enzo Bianco. Tante le proposte: detassare il costo del lavoro per favorire l’occupazione dignitosa e rilanciare l’impresa, colpire l’evasione, a partire da quella locale, applicare tutte le possibili agevolazioni sul lavoro dipendente per avviare la ripresa dei consumi, varare la legge istitutiva dei Distretti Produttivi e quella per l’obbligatorietà dell’installazione delle videocamere nei cantieri edili a tutela della salute dei lavoratori e contro il lavoro nero.
Di seguito il testo integrale della lettera.
“Lunedì, 7 ottobre la celebrazione della giornata mondiale del lavoro dignitoso ha avuto, non soltanto a Catania, bensì in tutta la Sicilia, un epilogo grottesco, registrando, nello stesso periodo, il picco massimo, dal 2008 ad oggi, del ricorso alle ore di cassa integrazione attuate e del maggior numero di cessazioni di attività d’impresa. Sul versante dei consumi, questi sono ulteriormente precipitati sotto la soglia registrata quattordici anni fa. Adesso, l’autunno si tinge di nero per la miscela esplosiva, costituita dalla desertificazione, che, da industriale si è trasformata in produttiva, colpendo molti i settori, dall’edilizia all’agricoltura, dal manifatturiero al terziario tradizionale e avanzato. Questi freddi sostantivi hanno i nomi e i volti di donne e uomini, che da qualche mese non vanno più a lavoro nelle aziende del tessile di Bronte, alla Pfizer, alla ST Microelettronics. L’occupazione è cresciuta soltanto al CARA di Mineo, ma a che prezzo? La vita di tanti, infelici fuggitivi, che hanno abbandonato i loro paesi africani per trovare la morte in mare; dei tanti migranti, partiti dalle coste settentrionali del Continente Nero, forse soltanto la metà è giunta in Sicilia. I giovani e le donne siciliane, che ogni giorno incappano, nella loro legittima aspirazione di lavoro, non soltanto nel lavoro nero, tollerato se non benedetto dallo Stato, incapace di provvedere al controllo del territorio e al rispetto della legalità, ma addirittura sono costretti per portare a casa qualche soldo a quotidiane invenzioni, se non addirittura a sottostare alle vessazioni di malavitosi, che accrescendo l’illegalità, legittimano attraverso l’azione sul territorio della delinquenza comune, le azioni criminose di Cosa Nostra, consegnando di fatto, i disperati ai criminali. Dire basta a questo stato di cose è compito delle istituzioni, dei sindacati, delle imprese, che in questo frangente di crisi, in Sicilia come a Catania, dovranno ricorrere a esperienza e fantasia, a competenze e rigore per indicare a tutti i cittadini, che guardano sgomenti il presente come il futuro, prospettive di contrasto della crisi e possibili scenari di sviluppo. La dignità del lavoro è alla base della convivenza civile, l’operosità è presupposto di rilancio non soltanto dell’economia, bensì del nostro vivere. L’enorme discredito che parte dei partiti ha accumulato nella mente dei cittadini, dovrebbe, almeno per la concezione laica espressa e praticata dalla Uil catanese e siciliana, indurre le istituzioni, le forze sindacali tutte, le rappresentanze imprenditoriali a prendere la testa del movimento civile, di tutti i disoccupati, precari, giovani, donne per condurre in e dalla Sicilia una battaglia di rinnovamento della politica e di nuovo corso sociale, dove il caposaldo non potrà che essere uno stato sociale giusto, che soccorra i bisognosi e punisca i furbi, gli evasori.
Il compito delle istituzioni, sia detto in primo luogo nei confronti della stessa Uil, che, pur non essendo parte delle stesse istituzioni, sente per intero questa responsabilità, è quello di dare speranza ai tanti giovani senza lavoro regolare e di essere punto di riferimento per tutti i cittadini, che, con coraggio e onestà desiderano adoperarsi per superare questo difficile momento.
Non sarà facile, ma è giusto e indispensabile provarci. Per questo, chiediamo a Rosario Crocetta, a Enzo Bianco, ad Antonella Liotta, il cui impegno sociale e civile in più occasioni ha segnato la loro azione, di assumere l’iniziativa di una grande manifestazione pubblica di tutti i siciliani. Una marcia che a Palermo, Catania e Messina rappresenti l’inizio di una nuova stagione di laboriosa e condivisa ricerca di azioni comuni per il rilancio dell’Isola. A questa iniziativa la Uil di Catania affida idee e proposte: detassare il costo del lavoro per favorire l’occupazione dignitosa e rilanciare l’impresa, colpire l’evasione, a partire da quella locale, applicare tutte le possibili agevolazioni sul lavoro dipendente per avviare la ripresa dei consumi, varare la legge istitutiva dei Distretti Produttivi e, d’intesa con i sindacati, e quella per l’obbligatorietà dell’installazione delle videocamere nei cantieri edili a tutela della salute dei lavoratori e contro il lavoro nero in una Sicilia che di morti bianche ha anche avuto triste primato. Rivolgendoci, infine, al Presidente della Regione, al Sindaco di Catania, ai pochi politici, sensibili e solleciti del bene comune, chiediamo, come UIL, di agire, di ridare speranza, di indicare il percorso che potrà portarci fuori da questo tunnel buio, che ci opprime, ormai da troppi anni. Noi per primi, da rappresentanti dei lavoratori, ma ancor di più dei tantissimi disoccupati, dei “lavoratori fantasma”, dei giovani e delle donne assumiamo l’impegno di batterci perché Catania e la Sicilia possano avere un futuro migliore del presente”.
- Posted by Redazione
- Cronaca
- angelo mattone, catania informazione, catania news, catania notizie, catania pubblica, catania pubblica tv, catania pubblica web tv, disoccupazione giovanile catania, lavoro catania, lavoro nero catania, lettera aperta segretario uil catania, news sicilia, notizie catania, sicilia informazioni, uil catania, web tg, web tg catania, web tv catania, web tv sicilia
- 0 Comment