Pubblicato il: 30 November 2016 alle 8:55 pm
Il direttore deluso dai numeri di attacco. Di Grazia, dopo i primi gol è nelle mani degli sciacalli del calcio. Debiti Catania in diminuzione con tanto lavoro.
di Salvatore Giuffrida
A Torre del Grifo, nella sala stampa, oggi l’ amministratore delegato Pietro Lo Monaco, ha presenziato a una conferenza stampa, che sostituisce quelle consuete del giovedì di un giocatore del Catania e quella del tecnico il giorno prima della partita.
In vista della difficile partita di sabato del Catania contro il Cosenza in terra calabra, L’AD ha descritto la gara come una gara importante, perché si va a giocare contro la quarta in classifica, perché in Lega Pro non esistono partite dal risultato scontato. Non quindi un banco di prova per la squadra rossazzura. Squadra definita dal Direttore, monca in attacco. Lo Monaco si riferisce non a sensazioni, ma a numeri, il bottino degli attaccanti infatti è stato etichettato dallo stesso deludente: il riferimento è all’attacco dell’Alessandria, squadra che milita nel girone A della lega Pro, dove i due attaccanti hanno segnato 23 reti, e sottolinea le capacità realizzative del loro giocatore Bacalon, autore già di otto reti. Non fa mistero quindi su nuovi arrivi e su una rivoluzione del reparto offensivo, dove il mercato del Catania sarà presumibilmente molto attivo.
Sull’arrivo a Catania dei due ex Lodi e Marchese, afferma che il primo è a tutti gli effetti un giocatore dell’Udinese, e che il secondo è il benvenuto e dipende da lui il suo tesseramento.
Per Di Grazia, ultimamente non autore di prestazioni brillanti, Lo Monaco fa luce sul suo calo prestazionale. Il direttore dichiara, che dopo che ha segnato qualche gol, qualche squadra ha messo gli occhi sul ragazzo. Si sono quindi presentati a parlare a suo titolo parecchi dell’entourage del giocatore. Ovviamente questi vedono, a detta di Lo Monaco, una “miniera d’oro nel ragazzo”. Tutte queste situazioni, hanno turbato la serenità di Di Grazia e quindi le sue prestazioni sono andate a scemare. LO Monaco ha continuato dicendo che “Di Grazia è un patrimonio della Società, e per questo va preservato e valorizzato nei modi corretti”.
Durante la conferenza stampa, si è a lungo parlato dell’interazione tra la stampa, la squadra e la Società Calcio Catania, e di alcune frizioni che non giovano a nessuno nell’interesse di tutti. Lo Monaco dopo aver criticato il lavoro di alcuni cronisti ha peró dimostrato di non avercela con la stampa in generale, avendo infatti spiegato che Rigoli è stato redarguito proprio per una risposta a un giornalista.
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