Pubblicato il: 1 March 2016 alle 12:52 pm
Intervenuto ieri all’incontro di CittàInsieme l’assessore non si sbilancia però su quando entrerà in vigore il nuovo sistema. Numerose le perplessità avanzate sul piano d’intervento da Rifiuti Zero. Notabartolo “distribuzione a pioggia di 20 mila euro”.
di Elisa Catanzaro
Un procedimento complesso, con diversi step da effettuare per passare alla nuova gestione, gravato dai ritardi del Comune, dalle ‘contorsioni’ e dai rilievi della Regione.
In estrema sintesi la situazione che riguarda il nuovo bando per la gestione dei rifiuti nella città di Catania potrebbe essere riassunta così.
Ieri un partecipato incontro nella sede di CittàInsieme, che assieme a Rifiuti Zero aveva organizzato il confronto con l’assessore D’Agata e una folta schiera di tecnici, fra cui il nuovo direttore del servizio Ecologia Salvatore Raciti.
L’incontro è cominciato con l’excursus storico nella gestione dei rifiuti a Catania, fatto da Mirko Viola di CittàInsieme, che ha analizzato le criticità del vecchio appalto, denunciate dal movimento, ma anche dall’attuale amministrazione che lo ha spesso definito un bando capestro. Proprio per questo numerose nei giorni scorsi erano state le reazioni alla proroga del bando al 30 giugno, concessa dal Comune.
Col nuovo bando tutto dovrebbe cambiare, o per lo meno questa è la speranza della società civile, impegnata in questo incontro proprio perché questa volta non si ripeta lo stesso errore, ha spiegato Viola, è il momento giusto per spingere l’amministrazione verso una linea più conveniente e che veda il rifiuto come risorsa.
E dunque a che punto è il Comune di Catania?
“Avevamo già redatto un piano d’intervento – ha detto l’assessore D’Agata, che è stato approvato dalla giunta a novembre (è questo infatti uno dei compiti che spettano alle amministrazioni locali secondo la nuova normativa regionale, la legge 3 del 2013 che regolamenta il settore ndr). Poi è arrivata la circolare Contraffatto che chiedeva l’approvazione dello stesso da parte del consiglio comunale”.
Una circolare che ha creato confusione e ritardi dunque considerato che non è stata pubblicata sul sito della Regione, ha spiegato Raciti.
Questo sarebbe dunque uno dei motivi che ha portato alla proroga del vecchio bando.
Tornando al piano l’assessore D’Agata ha poi spiegato che sarà depositato oggi o domani presso la presidenza del Consiglio comunale per essere esaminato dalle commissioni. Intanto la bozza è stata mandata all’autorità anticorruzione.
Ma cosa prevede il piano. Spiega D’Agata: “Il piano di intervento prevede l’estensione dell’appalto, che durerà 7 anni, in tutta la città. Noi, afferma, non abbiamo più operai e quelli che ci sono non hanno l’etá. Quindi con una sana evidenza pubblica, con crismi di legalitá, e con il supporto di protocolli d’intesa faremo una gara efficace e efficiente. Il bando, aggiunge, è abbastanza avanti e a giugno sará pubblicato”.
Alla domanda di Viola, su quando sarà operativo il nuovo sistema l’assessore non si e però voluto sbilanciare.
Sul piano d’intervento altri dettagli sono stati anticipati dal direttore dell’Ecologia Raciti. “Il piano prevede anche la messa in funzione delle isole ecologiche esistenti e l’avvio di altre, l’istituzione di una serie di ecopunti mobili. Su di esso la Regione ha fatto una serie di osservazioni, alcune risolvibili semplicemente, ritengo quindi che adeguandoci alle conformità richieste, siamo in una fase avanzata”.
Numerose però le perplessità avanzate sulle 160 pagine del piano d’intervento da Rifiuti Zero.
“Manca lo studio della cittá in funzione delle Municipalità, ha detto Danilo Pulvirenti, il centro ha esigenze diverse rispetto alle periferie. Non si hanno dati sufficienti sui 5 anni della gestione Ipi Oikos, non si parla del porta a porta gestito dal Comune, non c’é uno studio specifico sui mercati della pescheria e della fiera, la playa e la scogliera non sono contemplati. Ci vuole poi uno studio delle feste, come quella di Sant’Agata, e dei flussi degli studenti universitari. E’ grave, ha concluso che non ci abbiate coinvolto prima perché avremmo potuto aiutarvi”.
“Non abbiamo il vangelo, gli ha risposto D’agata abbiamo un documento che ancora si può modificare. Anche prima dell’esame del consiglio possiamo presentare degli emendamenti se ci convinciamo della loro giustezza, quindi chiedo a Pulvirenti che ci porti il suo contributo”.
Un’altra modifica imposta dalla normativa riguarda le Srrr, Società di regolamentazione rifiuti che devono approvare i piani d’ambito. In questo campo la Srr di Catania sta lavorando e il prossimo 14 marzo si riunirà il cda per l’approvazione del piano.
Numerosi al termine delle relazioni gli interventi dal pubblico fra cui erano presenti anche alcuni consiglieri comunali. Chiesta una maggiore collaborazione con le scuole, come funzionerà la gestione di cinema, supermercati e ospedali, oppure quali saranno le nuove tariffe, quanto è costato l’intervento dei tecnici del Conai, come fare nei punti in cui sono stati levati i cassonetti ma non è iniziato il porta a porta.
Una previsione sui tempi è stata poi avanzata dal vicepresidente del Consiglio Sebastiano Arcidiacono che parla del 2018 per avere il nuovo sistema e chiede all’amministrazione che dia seguito alla sua proposta sugli ispettori ambientali, attuando la delibera relativa.
Critiche sull’esternalizzazione del servizio sono giunte da Matteo Iannitti, di Catania Bene Comune, e Manfredi Zammataro, dell’associazione Codici, mentre il consigliere Niccolò Notabartolo ha denunciato la distribuzione a pioggia di 20 mila euro da parte del gabinetto del sindaco nei confronti di personale impegnato nella redazione del progetto esecutivo del “Piano intersettoriale raccolta differenziata”. Qui il provvedimento
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