Pubblicato il: 21 March 2015 alle 12:24 am
Cosa fare in caso di soffocamento? Poche e semplici manovre possono salvare la vita di un bambino.
Ogni anno in Italia 50 bambini perdono la vita per soffocamento da corpo estraneo. Si tratta in media di un bambino alla settimana, con un’età di massima incidenza che va dai sei mesi ai 14 anni, mentre il soffocamento è causa del 27% dei decessi totali nei bambini sotto i 4 anni.
Una casistica importante che non fa differenze di ceto o di professione e per la quale si può parlare di un vero e proprio dramma nazionale.
In italia, infatti, a differenza che in altri paesi, il personale scolastico non è, per esempio, obbligato alla formazione in questo settore anche se, per quanto riguarda Catania, circa un anno e mezzo fa è stato firmato un protocollo d’intesa fra il Comitato della Croce rossa locale e l’Ufficio Scolastico Provinciale, che permette la realizzazione presso le scuole che aderiscono, di corsi per imparare le manovre di disostruzione pediatrica.
Fondamentale dunque la sensibilizzazione al tema e la formazione di quante più persone possibile. Proprio su questo argomento all’ospedale Cannizzaro si è svolto il corso di aggiornamento professionale organizzato dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia e dalla Casagit.
Dopo l’introduzione di Franco Parenti e Giovanna Genovese, della cassa di assistenza sanitaria dei professionisti dell’informazione, è intervenuto anche il segretario regionale dell’Assostampa, Alberto Cicero che ha sottolineato l’importanza della formazione professionale continua.
Quindi Carlo Castruccio, volontario della Croce rossa, e Rosalba Gloria, istruttore nazionale salvavita, hanno spiegato cosa fare appunto, in caso di ostruzione delle vie aeree.
Innanzitutto bisogna distinguere tra ostruzione parziale e ostruzione completa delle vie respiratorie.
Nel primo caso il bambino tossisce, emette dei suoni o piange, respira anche se con difficoltà.
In caso di ostruzione completa invece diventa cianotico, mette le mani alla gola, non tossisce, non emette alcun suono, smette di respirare.
Capire questa differenza è fondamentale per sapere come intervenire.
In caso di ostruzione parziale non bisogna infatti applicare le manovre di disostruzione che potrebbero far peggiorare una situazione destinata a risolversi da sola. In questo caso invece bisogna semplicemente invitare il bambino a tossire, inginocchiandosi accanto a lui per fargli sentire che gli siamo vicini ma senza toccarlo, e avere pazienza finché non ritorni a una situazione di normalità.
Sicuramente non bisogna MAI, né in questo caso, né in quello di ostruzione completa prendere il bambino per i piedi, o mettergli le dita in bocca tentando di estrarre l’oggetto che lo sta facendo soffocare.
In caso di ostruzione completa bisogna invece intervenire con gesti corretti ed efficaci rappresentati dalle manovre di Heimlich, riadattate al bambino.
Quindi quando l’ostruzione è completa, quando cioè il bambino diventa cianotico e porta le mani alla gola, bisogna:
1) chiedere aiuto subito, così mentre noi eseguiamo le manovre l’altra persona chiamerà il 118, ricordandosi di dire nome e cognome, spiegare cosa è successo, fornire l’indirizzo preciso, o in sua assenza, indicando un punto di riferimento. Tutto ciò è fondamentale affinché il mezzo di soccorso arrivi al più presto.
2) effettuare le manovre
Le manovre, che possono essere applicate anche su soggetti affetti da patologie, differiscono a seconda dell’età e del peso del bambino.
Se si tratta di lattanti ecco cosa fare
Se nonostante la manovra il lattante perde conoscenza bisogna intervenire così
Quando si tratta invece di bambini più grandi le manovre si devono eseguire così.
Se il bambino è molto alto o corpulento ecco la posizione per effettuare le manovre.
Ecco cosa fare se nonostante l’intervento per disostruire le viee aeree il bambino più grande sviene.
In ogni caso è sempre necessario cercare di prevenire questo tipo di incidenti, ricordando innanzitutto che i bambini hanno delle differenze anatomiche rispetto agli adulti ed è per questo che i casi di soffocamento sono maggiori nella fascia di età 6 mesi 14 anni.
I bambini infatti non soltanto non hanno una dentizione completa, possedendo 25 denti invece di 32, ma soprattutto il bambino rispetto all’adulto (che ha una trachea cilindrica in cui il foro d’ingresso è uguale a quello d’uscita) ha una trachea conica in cui dunque il boccone o la biglia che dir si voglia, restano più facilmente bloccati.
Nell’alimentazione dei più piccoli è dunque necessario spezzettare il cibo, farli masticare a lungo, insegnando loro che durante i pasti non bisogna farsi distrarre dalla televisione o da giochi coi compagni.
Durante il corso si è parlato anche delle regole del sonno sicuro dei lattanti, utili per ridurre il rischio di Sids, la sindrome della morte improvvisa infantile, tutt’oggi inspiegata. La Sids infatti non si può prevedere, si può solo prevenire.
Ecco le 10 regole
1) Fai dormire il bambino a pancia in su. Dormire a pancia in giù è pericoloso perché in questa posizione trachea ed esofago non sono allineati e quindi se c’è un reflusso gastrico questo ostruisce le vie respiratorie.
2) Non fumare in gravidanza nè quando c’è il bambino.
3) Fai dormire il bambino su materassi rigidi.
4) Tieni gli oggetti soffici lontano dal letto del bambino, e sistema il piccolo in modo che i piedini tocchino il fondo del lettino in modo che non possa scivolare.
5) Non far dormire il bambino nel letto con te.
6) Non lo coprire eccessivamente
7) Se ha la febbre scoprilo
8) Puoi usare il ciuccio dopo il 1° mese di vita e sospendendolo entro l’anno, non intingendolo mai in sostanze edulcoranti.
9) Non utilizzare monitor per controllarlo.
10) Allatta il tuo bambino al seno.
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