Pubblicato il: 5 November 2012 alle 2:47 pm
Denuncia dell’Ugl che raccoglie una nota dei lavoratori interinali dell’Autorità Portuale di Catania, i quali dichiarano di essere stati defenestrati dal posto di lavoro senza alcuna comunicazione ufficiale.
“È dal settembre 2012 – spiegano nel comunicato – che siamo stati oggetto di
continui attacchi vessatori, con successivo demansionamento nelle nostre opere lavorative” per arrivare, aggiungono, a un effettivo impedimento materiale della prestazione d’opera.
A dire dei lavoratori interinali, infatti, lo scorso 24 ottobre l’accesso agli uffici dove svolgevano il servizio, era bloccato con un lucchetto fissato a terra e che, secondo i portuali, era stato installato con molta probabilità la sera prima su ordine dell’attuale commissario, Cosimo Aiello.
“Al momento della presa visione del divieto di accesso – scrivono nel comunicato – siamo stati cortesemente invitati da un dirigente dell’ente a sostare esclusivamente nella zona di attesa al plesso e di non accedere quindi a nessuna area dell’ente”. A questo sarebbe seguita poi una letterA “discriminatoria, scrivono, verso quei dirigenti rei di averci concesso anche un semplice “cortese” saluto”.
I lavoratori sono quindi rimasti seduti all’ingresso dell’Autorità Portuale, senza però che nessuno si curasse dei requisiti minimi ed elementari di sicurezza che la legge impone presso i luoghi di lavoro per i dipendenti. “Si consente dunque il soggiorno ai cani dei dirigenti, ma si trattano gli impiegati da cani relegandoli all’ingresso”, affermano amareggiati.
A tutt’oggi poi, ribadiscono i lavoratori, non è stata ancora mandata alcuna comunicazione scritta di avvenuta cessazione dell’attività lavorativa, e quindi di conseguente diniego di accesso ai luoghi di lavoro. Da allora, affermano, nonostante le richieste non vi sono stati incontri chiarificatori e adesso dicono “siamo stanchi di essere trattati come se fossimo delle marionette. Speriamo che il nostro appello possa essere preso visione dagli enti e dalle autorità preposte per porre fine a questa inqualificabile telenovela”. Infine concludono “precisiamo che siamo assolutamente amanti degli animali, ma che desideriamo il rispetto oltre che per loro, anche per noi”.
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COMITATO CITTADINO PORTO DEL SOLE
partecipazione democratica per la rinascita della nostra Catania
e del nostro Porto
Lettera Aperta
Illustre Sindaco di Catania, avvocato Raffaele Stancanelli,
la Sua esperienza di legale in diritto amministrativo, esclude l’ ipotesi che Ella possa sconoscere la Legge 28.1.94 n.84 che oggi obbliga la S.V. quale Sindaco, a designare al Ministro dei Trasporti un candidato alla Presidenza della Autorità Portuale di Catania.
Poichè detta norma impone che tale designazione riguardi “ esperti di massima e comprovata qualificazione nei settori dell’economia dei trasporti e portuale, ha suscitato stupori ed interrogativi il fatto che Ella abbia candidato a futuro Presidente di detto ente l’attuale Commissario dott. Cosimo Aiello, il quale già per tempo ha correttamente e pubblicamente dichiarato la propria inesperienza in materia di porti.
Una inesperienza uguale a quella che caratterizzò per otto anni il decaduto Presidente della Autorità Portuale e ne viziò le scelte fino al punto di fargli concedere il pubblico edificio ex Dogane per uso privato ed improprio di centro commerciale e fargli appaltare la avvenuta devastazione dell’arenile e della foce del Torrente Acquicella quale ipotetica “darsena traghetti”, in realtà impraticabile su bassi fondali della Plaia.
Il tutto nel pieno silenzio della S.V., quale Sindaco di Catania e quale componente di diritto della Autorità Portuale , che ha permesso inspiegabilmente a tale ente di operare senza alcun piano regolatore portuale correttamente approvato dal Consiglio Comunale di Catania per come prescrive la suddetta norma; la stessa Legge n. 84 che nel 1994 ha permesso la istituzione a Catania del costoso ente di gestione portuale e che tuttora costringe i contribuenti a pagarne a caro prezzo il relativo mantenimento nonostante sia stata finora incapace di programmare uno sviluppo portuale che risulti compatibile con quello di Catania.
Lo conferma il fatto che anche l’attuale Commissario – designato Presidente, è caduto nell’errore di volere mantenere le lunghe cataste di containers che separano Catania dal suo mare, dal suo sviluppo sostenibile e dai monumenti storici nell’assurda e dispendiosa pretesa di mantenere due diverse Autorità Portuali fra loro adiacenti per uguali funzioni e non delegare la funzione mercantile ad Augusta.
Lo conferma ancora la ostinazione a ripresentare al Consiglio Comunale un piano portuale quasi uguale al vecchio piano già avvedutamente bocciato nel 2009 che pretendeva destinare per usi impropri le banchine portuali, comprese quelle simulate come “porto turistico” del dott. Caltagirone, come aree riccamente edificabili con indice di cubatura più che doppio di quello consentito in città.
Oggi, la cittadinanza che ha eletto la S.V. a proprio Sindaco, non merita tale disattenzione al “porto delle nebbie” come fu tristemente definito in Commissione Nazionale Antimafia il porto di Catania.
Non ci resta quindi che invitarla a chiedere da Sindaco al Vice Capo di Gabinetto del Ministero Trasporti avv. Giacomo Aiello, di nominare Commissario del porto di Catania un esperto militare dei ruoli delle Capitanerie in forza al Ministero che sostituisca l’attuale Commissario dott. Cosimo Aiello e liberi così dalla incresciosa incompatibilità tale commissario omonimo se non parente del suddetto alto responsabile ministeriale.
La invitiamo infine a designare al Ministro a norma della predetta L.28.1.94 n.84 , una persona che sia correttamente in possesso dei requisiti di Legge necessari per occupare la costosa e comoda poltrona della Autorità Portuale di Catania ormai sgualcita da lunghe logiche di partiti ed apparati oggi non più sopportabili.
Distinti saluti.
Comitato cittadino Porto del Sole, un portavoce Alfio Recupero
Accantonando ma non considerando che per un piano di risparmio il Commissario AIELLO a mandato a casa padri di famiglia illudendoli fino ad oggi, mentre lui non in conformità di legge continua a percepire doppi stipendi (tutti consistenti), l’assurdo è che venga premiato nella sua permanenza al porto di Catania causando la fuga della MSC FONTE DI FLUSSO TURISTICO PER L’ANNO 2013, giustificando i costi più alti di tutta la Sicilia con L’ALTA QUALITà DEI SERVIZI, invito la redazione e chiunque a verificare lo stato d’abbandono del porto sia nella sporcizia l’assenza di pianificazione e la totale mancanza di manutenzione, voci per le quali dirigenti ed amici percepiscono premi e contratti di rilievo.
Il tutto con il beneplacido dei candidati politici, ai quali giornalmente vengono rivolte denuncie sull’operato dell’autorità portuale ma che chiaramente oltre a spot pub. non svolgono nessuna azione verso questo stato delle cose