Pubblicato il: 31 July 2018 alle 12:52 pm
In una lettera aperta a firma dei lavoratori si chiede il ritorno di la Rosa e la salvezza per la partecipata.
C’è timore per l’azienda metropolitana trasporti di Catania e vene esplicitato sia dal segretario regionale Faisa Cisal, che in una nota chiede chiarimenti sul mancato pagamento degli stipendi di luglio, sia da parte dei lavoratori che, in una lettera aperta al sindaco, chiedono di rimettere al suo posto il presidente Puccio LaRosa e di salvare la partecipata.
Il sindacalista scrive: “Malgrado il massimo impegno del Presidente La Rosa dopo aver indetto due Consigli di Amministrazione Straordinari, contattato la Banca, l’Assessore alle Partecipate ed inviato più di una nota al Sindaco per poter garantire ai lavoratori lo stipendio di luglio 2018, ad oggi non abbiamo risposta, pare che ciò è scaturito perché il Comune non ha fornito alla banca i necessari chiarimenti”.
Inoltre Moschella ricorda che proprio oggi si terrà “l’assemblea del socio unico, ovvero il Comune di Catania che come annunciato potrebbe sostituire il Consiglio di Amministrazione dell’AMT, creando ancor di più malumore e confusione perché si rischierebbe di vanificare il lavoro che in questi 10 mesi hanno portato l’Azienda fuori da quel baratro fallimentare che si paventava da anni, dando ai cittadini catanesi un servizio giornaliero di 100 autobus e garantendo la tranquillità economica ai lavoratori e creando attività collaterali come il parcheggio in Via Plebiscito ed altro”.
I lavoratori invece nella loro lettera aperta si spingono oltre. “Come mai con così tanta solerzia – scrivono nella missiva -, ha pensato bene di dimettere tutti i consigli di amministrazione delle aziende partecipate con i relativi Presidenti, i quali non avevano scadenza di mandato, recando quindi più danno economico al comune e alle partecipate stesse? Come mai, in particolar modo ha preso questa sua decisione in un periodo a cavallo tra il mese di luglio ed agosto, mettendo a rischio la continuità della gestione e di conseguenza il pagamento delle quattordicesime e degli stipendi nei mesi suindicati?”
Di seguito il testo integrale della lettera.
Al signor Sindaco Salvo Pogliese.
Vorremmo esprimere un cordiale compiacimento per la sua schiacciante vittoria elettorale che lo ha eletto primo cittadino di Catania e desideriamo di vero cuore porgere a lei e la sua nuova giunta i migliori auguri di buon lavoro.
È chiaro e palese che ogni cittadino di questa nostra amata Catania che ha espresso il voto a suo favore ha riposto su di lei la propria più completa speranza per rimettere in piedi una città allo stremo delle forze, piena di grosse lacune da colmare e di problemi di estrema importanza da risolvere.
Siamo convinti che la sua esperienza politica e la sua abilità di amministratore le consentiranno di sciogliere molti nodi con idee sempre nuove ed efficaci.
Ci consenta però di farle alcune domande che penso sorgano spontanee ad ogni cittadino catanese: come mai appena insediato ha fatto delle dichiarazioni circa lo stato economico del bilancio del comune in forte negatività, definendo lo stesso un regalo lasciato dalla scorsa amministrazione? È impensabile e poco credibile che lei non ne sapesse nulla sullo stato finanziario del comune di Catania, perché è ovvio che chiunque intraprenda la corsa alla candidatura a sindaco di una città debba essere al corrente delle problematiche che attanagliano la stessa e quindi sia inutile evidenziare un qualcosa che già è sotto gli occhi di tutti da ormai più di vent’anni a causa delle cattive amministrazioni che si sono avvicendate, a prescindere dal credo o il colore politico.
Pensiamo ancora, che sia più utile e costruttivo far conoscere i suoi propositi e le sue idee anziché ribadire ed evidenziare eventuali errori di amministrazioni passate. Ci sembra altrettanto strano che dopo alcune settimane dalla sua prima dichiarazione, la corte si pronunci su un eventuale dissesto e ci si domanda come mai si sia pronunciata solo adesso e non prima.
Inoltre come mai con così tanta solerzia, ha pensato bene di dimettere tutti i consigli di amministrazione delle aziende partecipate con i relativi Presidenti, i quali non avevano scadenza di mandato, recando quindi più danno economico al comune e alle partecipate stesse? Come mai, in particolar modo ha preso questa sua decisione in un periodo a cavallo tra il mese di luglio ed agosto, mettendo a rischio la continuità della gestione e di conseguenza il pagamento delle quattordicesime e degli stipendi nei mesi suindicati?
Non volendo trascurare tutte le altre partecipate ed essendo molto solidali con i lavoratori di esse vogliamo soffermarci alla più grande partecipata del comune e cioè l’AMT in quanto ne siamo dipendenti e ne rappresentiamo la categoria, essendone i portavoce.
Come mai signor Sindaco ha pensato bene in fretta e furia di dimettere un consiglio di amministrazione che con una sintonia perfetta di lavoro ha riportato il bilancio dell’azienda in attivo in soli otto mesi, dimostrando che quando esiste la volontà, si può raggiungere qualsiasi risultato? Avremmo potuto capire questa fretta di mandarli a casa se non avessero dimostrato nulla, senza aver ottenuto nessun risultato, ma è impensabile che un sindaco, che tenga alla propria città, mandi a casa un Presidente, il quale in soli otto mesi abbia trasformato un’azienda alle soglie del fallimento in un’azienda viva con un bilancio in attivo, che sia riuscito a pagare parte degli ingenti debiti nei confronti di terzi e sia riuscito a colmare una parte di debiti nei confronti degli istituti di previdenza ed assicurazione dei lavoratori, consegnando alla città concrete speranze per un servizio sempre migliore.
Sembra inverosimile troncare all’improvviso una iniziativa così efficace, che ha permesso di mettere in servizio quasi cento vetture al giorno ed ha consentito l’acquisto di nuove vetture che serviranno a dare respiro all’attuale mediocre servizio, dato ai cittadini. L’avvocato La Rosa in pochissimo tempo, non solo ha dimostrato di avere idee, ma ha avuto il coraggio di realizzarle e renderle concrete con professionalità e competenza, riscuotendo successi economici e restituendo speranza e dignità, non solo ai cittadini che hanno il sacrosanto diritto ad un servizio di trasporto decente, ma anche ai lavoratori , che con spirito di abnegazione e sacrificio hanno lavorato, subìto e sopportato in condizioni da terzo mondo, restituendo loro il diritto alla dignità.
Siamo convinti, dunque, signor Sindaco che un presidente come l’avvocato La Rosa avendo dimostrato tutto questo abbia il diritto di completare il suo mandato e continuare a far bene come ha fatto fino ad oggi sia all’azienda che alla città, perché, come egli stesso afferma, l’AMT è l’espressione principale della città e se l’AMT sta male è la città che sta male e viceversa.
Un Sindaco che ama la sua città non può mandar via un tecnico cosi capace, qualsiasi sia il motivo politico, perché un Sindaco che lavora con lo spirito del buon padre di famiglia ne deve pensare solo il bene. Non scriviamo questa nostra presente per far chissà quale polemica politica ma vogliamo fortemente che in un momento difficile come quello che stiamo vivendo si comprenda quanto sia importante salvaguardare le risorse principali della nostra città, e l’AMT è la risorsa più importante in quanto ne è l’espressione principale.
Noi tutti speriamo in lei, signor Sindaco perché possa rivalutare l’importanza dei servizi pubblici in una città come la nostra, garantendoli con forza e dedizione, perché se è giusto che i cittadini con diligenza paghino le tasse, è altrettanto giusto garantire loro il diritto ad usufruire dei servizi pubblici di prima utilità, quali il trasporto, l’ordine pubblico e la sicurezza , l’igiene e la profilassi, ecc.. Il trasporto pubblico è un servizio doveroso, ma anche una ricchezza inestimabile di una città, che bisogna salvaguardare e far crescere giorno per giorno e non giudicarlo una palla al piede e liquidarlo, trasformandolo in oggetto di speculazione privata a danno dei cittadini e a danno dei lavoratori, ai quali verrebbe tolto il diritto alla dignità lavorativa, con sfruttamenti di trattamento economico al solo vantaggio personale delle società private, come è avvenuto in altri comuni di questa nostra sfortunata Italia , martoriata da leggi che vanno solo contro chi cerca di guadagnarsi onestamente la propria esistenza.
Siamo decisamente convinti di questo e lotteremo sempre perché non avvenga più che per ogni problema di qualsiasi natura possa nascere in Italia, quello che paga lo scotto è sempre il lavoratore onesto, il quale viene subito privato del diritto alla puntualità dello stipendio e ancor peggio dello stipendio stesso.
Non si può assolutamente permettere di risolvere tutti i problemi di natura politica colpendo sempre per primo i lavoratori. Pertanto signor Sindaco Salvo Pogliese, noi lavoratori dell’AMT, a nome anche di ogni lavoratore, riponiamo le nostre speranze sulla sua coscienza di primo cittadino, ma soprattutto di uomo onesto in rappresentanza di tutti gli uomini onesti.
Salvi il comune di Catania, salvi l’AMT, ci restituisca il nostro Presidente, l’unico che in venti anni abbia avuto il coraggio, la determinazione e la capacità di dimostrare che, con la forza del lavoro onesto a prescindere da ogni colore politico e da ogni bandiera, insieme, si possono fare grandi cose nell’interesse del progresso della Città di Catania e dei cittadini.
Firmato
I Lavoratori dell’Azienda Metropolitana Trasporti Catania Spa.
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