Libri: arrivano le streghe di Simona Lo Iacono
Pubblicato il: 8 March 2016 alle 12:26 pm
Il romanzo Le streghe di Lenzavacche della scrittrice e magistrato, é stato presentato ieri alla Feltrinelli.
di Elisa Catanzaro
Donne eccezionali e abituate ad affrontare le diversità della vita, donne che fronteggiano le difficoltà con fantasia e che già a partire dalle parole scelte, riescono a cambiare in meglio l’esistenza di un figlio.
Donne, di cui mi piace scrivere proprio oggi, 8 marzo.
Sono le protagoniste del romanzo di Simona Lo Iacono, scrittrice e magistrato, che ieri ha presentato la sua ultima fatica letteraria alla Feltrinelli di Catania.
“Le streghe di Lenzavacche”, questo il titolo del romanzo edito da e/o, fa emergere la natura duplice di scrittrice e magistrato, ha detto Massimo Maugeri che ha affiancato l’autrice nella presentazione, ed è un testo in cui si raggiunge una maturità stilistica invidiabile”.
La storia, senza troppo dire, perché i libri vanno letti, si snoda su due archi temporali: una prima parte, ambientata nel 1938 a Lenzavacche, paesino realmente esistente vicino ad Avola, dove la Lo Iacono ha per lungo tempo gestito la sezione locale del tribunale; l’altra nel 1600, in cui, come ricorda Maugeri, la scrittrice si cimenta con l’utilizzo della lingua dell’epoca ed è “bravissima e renderla vivida e realistica”.
La prima storia tratta di una famiglia stravagante, di una stravaganza benigna però, spiega la stessa Lo Iacono, in cui una madre con un bimbo disabile riesce, ai tempi del fascismo, quando l’estetica della perfezione era dominante, a tirare su il piccolo facendogli superare le sue difficoltà e i suoi limiti, grazie anche a uno sforzo di solidarietà familiare. Del resto proprio la madre è considerata una strega, ultima di una stirpe di streghe. Rosalba, è una rivoluzionaria, che chiama Felice proprio un bimbo con grosse difficoltà, “perché è già nel nome che decide di cambiarne il futuro”, spiega l’autrice.
Una storia in cui il piano narrativo si biforca, facendo emergere anche gli avvenimenti relativi a un giovane maestro, che nel libro conosceremo attraverso una forma epistolare, e che avrà un ruolo fondamentale nello sviluppo dei fatti.
Tutti personaggi ben tratteggiati, afferma Maugeri, così come il farmacista, che avrà un altro ruolo importante o l’arrotino, o Tilde, la nonna del piccolo Felice.
Un coro di voci fuori dall’ordinario che nella seconda parte lascia spazio alle disposizioni testamentarie di una queste streghe, morta alla fine del 1600. Qui si narrano le vite di queste donne reiette, invise alla società, che riescono però a sopravvivere aggregandosi, creando un gruppo, ma che vengono fraintese e bollate come eretiche o seguaci del demonio, proprio per la loro attività comunitaria e legata alla miscela di erbe.
Un pezzo di storia, relativo alle persecuzioni poste in essere dalla Santa Inquisizione, cui la Lo Iacono ha attinto tramite i suoi studi da magistrato, e che, spiega, poteva essere reso solo attraverso la lingua dell’epoca, che dà la possibilità al lettore di entrare in quel periodo storico. Inoltre, questo sdoppiamento della trama è un artificio narrativo che permette di avere un’altra lettura della prima storia. Ciò per dimostrare un tema che alla scrittrice, e al magistrato, è caro, ossia che la realtà non é mai una sola.
La presentazione è stata resa unica dalla partecipazione degli artisti della Compagnia Neon, che si occupa di Teatro della diversità, una delle cui artiste ha offerto un ammaliante e cristallino contributo musicale, esibendosi in “Una furtiva lacrima”, tratto dall'”Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, che si può ascoltare nel video dedicato all’evento.